May 11, 2014 at 09:45AM

Riflessioni……..

Ho appena finito di leggere un gran bel libro, “Il seme di Pandora” di Spencer Wells (biologo e antropologo).
In questo libro l’autore analizza le conseguenze sociali, ambientali e di salute che sono scaturite dopo l’invenzione dell’agricoltura e la domesticazione degli animali (circa 10000 anni fa).
Dal queste due “scoperte” l’uomo ha lasciato definitivamente la sua esistenza, durata milioni di anni, di cacciatore/raccoglitore per “trasformarsi” in una specie cosmopolita.
Tutti gli antropologi e biologi dello sviluppo convengono che l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento abbiano rappresentato la più grande rivoluzione mai adottata dalla nostra specie.
In brevissimo tempo (naturalmente rispetto alla nostra storia evolutiva) siamo stati in grado di espandersi e strutturarci in società sempre più complesse ma ciò ha avuto anche un costo elevato: trasmissione e diffusione di malattie prima sconosciute come morbillo, tubercolosi, vaiolo e influenza (dovute essenzialmente alla vicinanza dell’uomo con gli animali), sovrappopolamento, tensioni sociali, e per finire uno stato attuale del pianeta sempre più ridotto allo stremo.
Non voglio oggi approfondire nessun argomento riguardante l’alimentazione ma voglio invece porre la mia attenzione su quanto, negli ultimi 10000 anni, siamo stati in grado di violentare la nostra natura di cacciatori/raccoglitori.
A nostra discolpa vi è il fatto oggettivo che la nostra specie durante la sua lunga esistenza è stata più volte sull’orlo dell’estinzione e nel picco più basso di decremento demografico è stato calcolato che i nostri progenitori raggiungevano circa 1500 individui concentrati prevalentemente in Africa.
Le condizioni di vita erano effettivamente difficili a causa delle condizioni ambientali avverse contraddistinte dall’alternarsi di glaciazioni e periodi più aridi e secchi.
Ciò costrinse i nostri antenati a migrare continuamente alla ricerca di cibo e fu proprio in seguito a queste migrazioni che l’uomo scoprì il grano e più in generale i cereali (che erano comunque molto diversi anche anatomicamente da quelli attuali). Cercherò di rendere le cose semplici e quindi mi limiterò a dire che la scoperta e la successiva coltivazione di questo alimento permise per la prima volta lo stanziamento della nostra specie poichè garantì cibo in abbondanza per tutto l’anno.
Nacquero i primi villaggi e cominciammo a proliferare come mai avevamo fatto prima: l’introduzione dell’allevamento completò il nuovo quadro sociologico-evolutivo dei nostri antenati.
Non mi soffermerò su quelle che sono state le conseguenze a livello di salute (per questo vi rimando al mio sito http://www.vivipaleo.it) ma bensì sui risvolti puramente sociali di questa rivoluzione.
Probabilmente in qualità di biologo nutrizionista certi aspetti potrei tranquillamente tralasciarli ma ritengo che la conoscenza del nostro passato, soprattutto i nostri errori, sia fondamentale per cercare di migliorare il nostro futuro, non solo da un punto di vista alimentare.
Insomma, l’uomo costruì villaggi sempre più grandi e ciò mise le basi per le prime forme di proprietà privata e di governi: qualcuno doveva comandare e dirigere, cosa mai esistita fra i cacciatori/raccoglitori (a tal proposito guardate il video pubblicato precedentemente su come vivono gli Hadzade) mentre altri dovevano lavorare la terra ed espandere i villaggi.
A questo periodo purtroppo risalgono anche le prime guerre tribali poichè villaggi vicini si trovavano a competere per i terreni e le risorse energetiche che inevitabilmente servivano per mantenere i nuovi standard di vita.
L’antropologo Kaith Otterbein ha raccolto dati su 50 società del mondo confrontando gli stili di vita diversi: i popoli che vivevano d’agricoltura e allevamento presentavano la percentuale maggiore di guerre ed oltre il 90% è costantemente impegnato in scontri.
Tra le società di cacciatori/raccoglitori gli scontri erano invece praticamente sconosciuti: le società cominciano a farsi la guerra quando le risorse scarseggiano ed esiste la spinta competizione tra gruppi.
Quando l’uomo seminò i primi chicchi di grano non avrebbe mai pensato quale rivoluzione stesse mettendo in atto ma dal quel preciso momento tutto ha cominciato a scorrere più veloce, espansione, civilizzazione e nuove scoperte ci hanno permesso di diventare la specie dominante su questa Terra. Siamo però anche i primi responsabili delle condizioni di sovrappopolamento e sfruttamento delle risorse ambientali che stanno rendendo la terra un luogo sempre più ostile per tutti i suoi abitanti.
Quindi penso che i nostri antenati cacciatori/raccoglitori ci abbiano lasciato in eredità non solo i giusti modi di mangiare, visto che erano decisamente più sani di noi, ma anche i giusti modi di interazione intraspecifica, interspecifica e più in generale con l’ambiente.
Oggi in nome della sana alimentazione, basata oltretutto su alimenti quali i cereali e la soia che ci fanno ammalare, ci permettiamo di disboscare ed uccidere milioni di animali solo per arare i campi. Ci inorridiamo se un animale selvatico viene ucciso ma in pochi protestano per la carne che ci viene proposta, scadente e quella si, probabile concausa di molte malattie dei giorni nostri.
Non voglio fare della stucchevole morale ma, oltre a renderci tutti malati, questo tipo di alimentazione sta uccidendo il nostro pianeta. Basterebbe accontentarci di molto meno, sane proteine animali, grassi vegetali e animali, frutta, verdura e poco altro.
Mi fanno ridere i vegetariani e vegani che ritengono il loro stile alimentare il più sano, ecologico e sostenibile solo perché non si rendono complici dell’uccisione di qualche animale……il loro grano sta impoverendo il nostro pianeta!!!!!
In passato nessuno è mai morto di tumore o d’infarto, perchè continuiamo a volerci tanto male?
Ah dimenticavo del Dio Denaro……..
by Emanuele Gambacciani
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